Link building, cammino sempre più in salita

Link-building

Abbiamo più volte affrontato, nel corso dei nostri appuntamenti, la tematica connessa alla Link Building, “l’arte” della costruzione di un profilo backlink in grado di aumentare il livello di autorevolezza del nostro sito e al contempo dare una spinta importante in termini di rank sui motori di ricerca per le keyword di riferimento.

Non di rado si è anche affrontato l’argomento di quanto il modus operandi di fare link building si sia gioco forza dovuto adattare a causa della massiccia lotta adoperata da Google nei confronti dello spam, che mette sotto la lente di ingrandimento i vari backlink acquisiti per verificare se essi siano in realtà frutto di un azione manipolativa/artificiale o effettivamente degni di essere presi in considerazione.

Non staremo qui a ripercorrere tutte le fasi che hanno portato al cambiamento della link building e su come si faceva precedentemente, per quello vi possiamo rimandare ad un nostro vecchio post dove potrete approfondire tutta la materia “old style”, quello che ci interessa capire è che siamo già ampiamente dentro un nuovo paradigma, dove sono richiesta nuove competenze, abilità e specializzazioni se davvero si desidera fare il cosiddetto salto di qualità per i nostri siti.

Ulteriori conferme in tal senso arrivano anche da Oltreoceano, dove in occasione dell’SMX dedicato alla Link building, alcuni esperti del settore hanno fatto il punto sui nuovi scenari connessi al settore.

Cerchiamo di elencare gli elementi più significativi emersi, in grado di farci comprendere gli elementi cardine attuali e futuri cui necessariamente dovremmo sempre confrontarci se vogliamo lavorare o rapportarci a questo ambito della SEO.

L’assunto da cui si parte risiede proprio nella rivoluzione apportata da Google con il dispiegamento degli algoritmi di penalizzazione e del team antispam in grado di verificare manualmente possibili azioni di spam.

In un contesto del genere vengono fortemente penalizzate tutte quelle procedure che negli anni precedenti l’hanno fatta da padrone in quanto ad efficacia per il posizionamento dei siti web. Stiamo parlando di link inseriti in widget, inserimento massivo in directory, portali di article marketing e PBN, che oggi definiamo “robaccia” ma che coloro che sono nel mestiere da più di due anni sicuramente ricorderanno con sincero piacere e una vena di nostalgia.

Fare link building oggi richiede nuovi approcci di studio tecnico analitico e allo stesso tempo un background che inglobi competenze di puro marketing, in grado di farci acquisire nuovi backlink di qualità e utilità per i nostri scopi.

La fase di studio richiede un attenta analisi circa i domini che dovrebbero accogliere i nostri collegamenti ipertestuali, in particolar modo faremo attenzione a valutarne la bontà in termini di anzianità, localizzazione indirizzo IP, valutazione e distribuzione delle anchor text, qualità e quantità del profilo backlink. Metriche di valutazione come Trust Rank e/o Citation flow apportati da software proprietari come Open Site Explorer di Moz, sicuramente possono esserci ulteriormente d’aiuto.

E sui link in se cosa possiamo dire? Citiamo a tal proposito una frase proferita da Ruth Burn Reedy, tra i relatori della convention: “I migliori link sono quelli in grado di generare traffico ed engagement”.

Detto così sembra facile, in realtà dietro la buona riuscita di un link non serve solamente la pubblicazione su un portale web “come si deve” ma anche e sopratutto un contenuto che sia di reale interesse per gli utenti e in grado di stimolare azioni di condivisione e più in generale in grado di stimolare conversazioni tra utenti sulla rete (forum, blog, Q&A, etc…)

E’ chiaro come dietro alla produzione di contenuti forti è necessaria una strategia di Content Marketing in grado di dare il via ad una produzione coerente e ragionata dei contenuti che dovranno essere ovviamente user oriented e degni di essere linkati.

Altro aspetto fondamentale riguarda l’area della Digital PR, in grado di metterci in contatto e relazionare con utenti profilati alle nostre tematiche e publisher di portali web perfetti per accogliere i nostri contenuti.

Un’azione corretta e ragionata di Digital PR è fondamentale per generare quella serie di contatti indispensabili per la valorizzazione e relativo linking dei nostri contenuti.

Ultima, non di certo per ordine di importanza, riguarda il monitoraggio del nostro profilo backlink, dove dovremmo fare attenzione alle risorse linkate, e preoccuparci, come prima ipotesi in caso di link potenzialmente dannosi, di contattare personalmente i webmaster dei siti per procedere alla modifica o rimozione dei collegamenti.

Ancora una volta viene apportata un’ulteriore conferma circa la complessità cui si è giunti sul versante link building, con nuovi scenari all’orizzonte che rendono il tutto sicuramente più difficile e con nuove competenze da imparare o comunque rapportarsi, ma allo stesso tempo sicuramente più appagante e stimolante per chi svolge il lavoro.

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