Nicchie-spam, Google si sveglia e dichiara guerra!

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L’appuntamento di oggi è dedicato ad uno degli aspetti sicuramente più affascinanti ma allo stesso tempo più pericolosi del mondo della SEO dove, ci permettiamo di dire, è difficile ottenere risultati se non si è davvero bravi, e allo stesso tempo è fin troppo facile produrre danni e rischiare di veder scomparire dalle Serp il nostro portale web costruito con sudore e sacrifici magari in anni di lavoro.

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Per chi ancora non lo avesse capito, stiamo parlando del mondo black-hat, quell’insieme di tecniche bordeline, ovviamente non contemplate dalle linee guida per Webmasters di Google, mediante le quali operatori del settore e/o più semplicemente smanettoni tentano di alterare il ranking delle serp a favore dei propri portali/clienti.

Ora, chiariamo da subito come non intendiamo parlare in questa sede di quali possano le essere le tecniche vietate da Google per cercare di farvi vincere la vostra battaglia nelle serp, quanto piuttosto focalizzeremo le nostre attenzioni su un aspetto strettamente connesso al mondo black hat e più in generale dello spam sui motori di ricerca.

Coloro i quali sono soliti aggiornarsi su ciò che accade sul mondo Search Engine sapranno benissimo di quanto Google abbia dispiegato energie importanti per contrastare lo spam, implementando aggiornamenti algoritmici fino a dotarsi di un team anti-spam, con persone in carne ed ossa votate a scandagliare le serp alla ricerca di link innaturali inseriti con il semplice scopo di alterare i risultati delle Serp.

Se da un lato abbiamo potuto constatare come Google abbia apertamente dichiarato guerra ai manipolatori fraudolenti, a botta di ban e penalizzazioni, dall’altro alcuni operatori di settore ci fanno notare come esistano delle specifiche nicchie dove sembra che l’unico e solo modo per imporsi e scalare le posizioni in prima pagina sia quello di ricorrere a quel “maledetto spam” tanto additato da coloro i quali lavorano quanto meno entro i limiti consentiti.

Una sorta di zone franche, dove tutto pare permesso, e dove pare esserci una specie di cortina di ferro che rende praticamente inaccessibile l’accesso a coloro i quali intendono lavorare in maniera pulita.

Rientrano in quest’ambito settori come gambling e giochi online, viagra e cure dimagranti, adult e incontri.

Una sorta di gioco al massacro, al quale sembra che a niente sia servito l’apocalisse messo in atto da Google qualche anno addietro.

Sembra tuttavia che qualcosa inizia a muoversi…almeno a parole!

Proprio così, Google, nella persona di John Mueller ha dichiarato che il dipartimento di Mountain View è perfettamente a conoscenza delle anomalie spam-oriented connesse ad alcune Serp, e che c’è la ferma intenzione di porre rimedio.

Un risveglio dal torpore quello di Google, che deve affrontare sicuramente una bella gatta da pelare.

Tanta è la curiosità sugli sviluppi connessi alla faccenda, con Google che si appresta ad affrontare una situazione complessa e dove non sarà sicuramente facile andare ad intervenire su Serp dove specialmente sul fronte straniero, praticamente tutte le prime posizioni sono frutto di attività scorrette.

Altrettanto numerosi sono i dubbi sul perchè Google è rimasto per così tanto tempo inattivo su questo fronte, lasciando ampio margine di manovra agli spammers.

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