Serp e siti illegali, i (non?) effetti di Google Pirate

Google-pirate

L’argomento di oggi trae ispirazione da un interessante articolo apparso su Search Engine land dal titolo “9 outcomes of Google’s Pirate Algorithm: should you be concerned?”  realizzato da Neil Patel, tra i più quotati studiosi di Serp e funzionamento generale di Google.

Il cuore del contenuto è incentrato sull’algoritmo Google Pirate che, come i più informati sapranno, costituisce il mezzo mediante il quale il motore di ricerca ha intenzione di colpire e penalizzare i portali e i contenuti che promuovono e distribuiscono materiale protetto da diritti d’autore.

Un aspetto fondamentale quello connesso ai diritti d’autore, non solo per le ripercussioni di natura etica e morale connesse al fenomeno, ma anche per gli interessi economici fortissimi impennati dopo la diffusione della banda larga e miglioramento delle tecnologie che ha decretato di fatto il crollo della fruizione da Dvd e altri dispositivi fisici in favore dello streaming, e di conseguenza l’entrata in gioco di Broadcasters internazionali che si sono riversati sul web con progetti imponenti dedicati al mondo dell’entertainment, ovviamente legale e quindi pagamento.

La questione della pirateria interessa ovviamente anche a Google, in quanto si ritrova nella scomoda posizione di mostrare risultati di siti pirata, rendendo di fatto accessibile agli utenti la possibilità di fruire di contenuti multimediali in maniera illegale.

Come ci conferma lo stesso Patel all’interno del suo articolo, gli effetti dell’algoritmo implementato lo scorso Ottobre 2014, hanno prodotto stravolgimenti interessanti all’interno delle Serp americane, in favore dei contenuti legali.

Come abbiamo già avuto modo di vedere in uno scorso appuntamento sempre dedicato alla lotta di Google contro la pirateria vediamo come per una query importante come Games of Thrones notiamo una serp completamente ripulita da risultati illegali come da seguente screen:

game_of_thrones

 

Un passo importante, che certifica l’azione di Google dispiegata contro la pirateria, così come ci conferma una altro screen, che riporta il pesantissimo calo di visibilità organica (fonte searchmetrics) per un sito divulgatore non autorizzato di materiali protetti da copyright:

image03

Ora, se oltreoceano vediamo come l’azione di Google ha prodotto risultati concreti anti pirateria, in Italia la situazione sembra in un certo senso ferma al palo, nonostante il cambio di paradigma che ha visto l’ingresso sul mercato di soggetti distributori di contenuti legali.

Se effettuiamo una query “calda” come “film in streaming” notiamo una situazione come da screen seguente:

film-streaming

Notiamo infatti come la prima pagina, nonostante le azioni intraprese per proteggere il diritto d’autore come è possibile leggere nella parte finale, praticamente tutte le prime dieci posizioni sono in balia di siti pirata.

Analogamente, digitando query come “House of cards streaming” oppure ancora “The Walking Dead streaming” notiamo risultati praticamente identici in senso illegale.

Cambiando tipologia di contenuto multimediale, e spostandoci verso un altro tema ampiamente piratato come il calcio, digitando query come “Serie a streaming” oppure ancora “Calcio streaming” anche qui notiamo serp fortemente se non totalmente inquinate.

Abbiamo inoltre effettuato test su Seozoom e Searchmetrics, in merito alla visibilità organica dei primi cinque siti posizionati e non notiamo cali dovuti a penalizzazione, ma un andamento sostanzialmente normale.

La discrepanza è evidente, e sinceramente ci pone davanti ad una serie di quesiti importanti come:

– Perchè Google è così in ritardo in Italia? Problemi di implementazione tecnica, lassismo, o cosa?

– Questa specifica nicchia lavora borderline? Se si, possibile che sia questa la leva mediante la quale si riesce ancora a primeggiare nelle serp? Quanto conta ancora lo spam?

-Cosa aspettarci in futuro?

Ci proponiamo di continuare a studiare in merito questo aspetto, nel frattempo non ci resta che constatare, con buona pace dei difensori del diritto d’autore e felicità degli amanti del free-to-use questo ritardo preocuppante e inspiegabile in territorio italiano.

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