Link building e Digital Pr, cosa fare in caso di fallimento?

Digital PR

Abbiamo più volte affrontato il discorso inerente la strategica importanza della link building all’interno di una strategia SEO, specificando come essa sia un elemento estremamente importante ma al contempo pericoloso se viene fatta in maniera errata e scorretta.

Fare link building richiede competenze tecnico analitiche per la valutazione di un portale web dove far ospitare il collegamento, così come di forti e spiccate abilità sociali e comunicative che rendono in grado di stringere accordi e partnership editoriali con i publisher dei portali web.

Nel corso di quest’appuntamento non concentreremo le nostre attenzioni sugli aspetti propriamente valutativi circa la bontà ed efficacia di un link, quanto piuttosto puntualizzeremo un aspetto che abbraccia il campo tipicamente comunicativo e della strategia di Digital PR necessaria e imprescindibile per ogni strategia di link building: il fallimento di una campagna. 

Ebbene si, per quanto possiamo dispiegare tutti i nostri sforzi e capacità persuasive, può capitare che la nostra campagna di Digita PR fallisca miseramente, con il risultato che i nostri contenuti non siano in grado di generare nessun collegamento di rimando verso le risorse di interesse.

Come per la vita, anche nel campo Link buidling/Digital Pr il fallimento fa parte del gioco, e non è raro che tutta la nostra strategia si riveli un completo fiasco.

Come rapportarsi, e sopratutto cosa fare per rimediare (e imparare) dagli eventuali errori commessi in fase di pianificazione prima e operativa poi?

Prendiamo spunto dai consigli apparsi di recente su Search engine land, e facciamo una sorta di punto sulla situazione.

Il primo errore che generalmente si commette sta nel “forzare troppo la mano” con il nostro target di riferimento, procedendo magari in maniera troppo repentina alla richiesta di pubblicare i nostri contenuti. Un errore frequente, che spesso commettono coloro i quali iniziano questo mestiere, o magari chi ha fretta di incamerare link per scadenze nei confronti dei propri clienti.

Il segreto, in questo a caso, non è altro che programmare e pianificare dettagliatamente le nostre strategie di contatto, procedendo a conoscere e stabilire rapporti con i nostri publisher di riferimento molto prima di proporre i nostri guest post o infografiche del momento.

Lavorate a lungo termine, e stabilite un rapporto di fiducia che sia duraturo nel tempo, e non circoscritto alla pubblicazione di un contenuto. Mantenete rapporti prima, durante e dopo la pubblicazione e non lesinate a proporre più contributi, non necessariamente con link di rimando.

Altro consiglio importante, sta nel capire quale canale di contatto scegliere. Proprio così, i canali di contatto variano a seconda delle preferenze e possibilità del vostro target di riferimento. C’è chi preferisce il classico contatto via mail, chi la odia e predilige un contatto mediante Facebook o Twitter, in qualunque di questi casi massimo studio e attenzione su quale sia il canale di approccio più performante.

Fate attenzione a scegliere poi il momento giusto. Non che dobbiate fare gli stalker, ma prestate attenzione sullo stile di vita e sulle abitudini dei vostri contatti, verrà da se che ci sono momenti dove saranno più impegnati e in generale meno propensi ad ascoltarvi, così come invece ore della giornata più produttive in questo senso.

Ultimo consiglio, non certo per ordine di importanza, sta nel mettervi in gioco ed analizzate i vostri contenuti proposti. Danno un valore aggiunto? Sono troppo scontati? I collegamenti inseriti hanno una coerenza? Perchè dovrebbero essere accettati e pubblicati? Siamo sicuri che non ci sia un margine di correzione?

Studiate il vostro target, capite cosa desiderano e se ci sono margini di miglioramento. Non sprecate il vostro contenuto, ma riadattatelo alle esigenze che si frappongono alla pubblicazione.

 

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