Psicologia della ricerca, un interessante studio dagli Usa

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Quest’oggi ci dilettiamo tra numeri e percentuali.

Parleremo infatti di un interessante studio effettuato da Blu Nile Research, società americana di marketing e comunicazione digitale, circa la psicologia delle ricerche effettuate su Google&co, dove sono emersi aspetti che meritano sicuramente la nostra attenzione come professionisti e studiosi SEO.

Va detto, per completezza di informazione, che il campione di riferimento utilizzato si riferisce principalmente al mercato americano, ma non ci sentiamo di escludere che queste tendenze possano in una certo qual modo riflettersi, nel breve termine, anche sul panorama europeo ed italiano in particolare, data la natura generalmente pioneristica e anticipatrice di tendenze e modelli propria del mercato a stelle e strisce.

Il primo elemento fondamentale che emerge dallo studio è che una significativa fetta di utenti, precisamente pari al 27% effettua ricerche di tipo interrogativo, ponendo quindi una vera e propria domanda al motore di ricerca per soddisfare un proprio bisogno ed una necessità.

In particolar modo lo studio ha preso in analisi query inerenti gli ambiti delle problematiche della salute, ricerche su prodotti da acquistare, e problemi e dubbi sul mondo della tecnologia.

Quasi 30 utenti su 100 iniziano quindi ad effettuare delle domande a Google&co, e volendo approfondire questo dato notiamo come questa fetta di utenti si divida in maniera praticamente simmetrica tra quelli che effettuano query di tipo frammentato, ossia meno di quattro parole e query complete, veri e propri periodi completi di 4 o più parole.

Quali sono i suffissi più utilizzati? Senza ombra di dubbio i classici “come”, “perchè”, “dove”, “cosa” e “quale”.

Tradotto in termini numerici, vediamo che il termine “come” viene utilizzato per il 38% delle query, a conferma che gli utenti siano fortemente interessati al classico “come fare cosa…”  seguito immediatamente da “perchè” che si assesta al 24%, con il fattore curiosità che inizia ad imporsi fortemente nelle Serp. “Dove” e “quale” risultano rispettivamente al 15 e 12% mentre le ricerche col suffisso “cosa” la percentuale è dell’ 11%.

Uno studio interessante, che mostra chiaramente la tendenza “umanizzante” degli utenti nei confronti dei motori di ricerca, che vengono considerati alla stregua di risolutori di problematiche e per certi aspetti veri e propri oracoli.

E’ chiaro come Google abbia ben presente questa tendenza che, azzardiamo a dire, sarà sempre più predominante nel corso dei mesi e anni a venire, e allo stesso tempo è un fattore che tutti gli studiosi e professionisti del Search Marketing, ma anche tipicamente bloggers e copywriter dovranno necessariamente tenere presente per i propri progetti professionali futuri.

 

 

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